Benvenuti alla quindicesima tappa di Road to the Townes Van Zandt Festival con Jono Manson, Michael Weston King, John McDonough e la giornalista texana Carol Nuckols che anni fa recensì il festival sul popolare quotidiano americano Statesman.
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Ieri è stato pubblicato a sorpresa un brano inedito di John Prine, registrato poco prima di morire. "I remember everything" è il titolo di questa canzone meravigliosa, densa di malinconia e immagini straordinarie, accarezzate dalla voce soffusa e dall'inconfondibile fingerpicking di Prine. La canzone è stata scritta insieme allo storico collaboratore Pat McLaughlin ed è prodotta da Dave Cobb.
Ho già camminato su questa strada
e ricordo ogni albero
ogni singolo filo d’erba
nasconde un luogo speciale per me
e ricordo anche ogni città
e ogni stanza d’hotel
e ogni canzone che ho suonato
su una chitarra scordata.
Mi ricordo tutto quanto
cose che non posso dimenticare
il modo che ti sei voltata e che mi hai sorriso
la sera del nostro primo incontro
e poi ricordo ogni notte
l’oceano blu dei tuoi occhi
Oh mi manchi nella luce del mattino
come alle rose la rugiada.
Ho già camminato su questa strada
nella solitudine più sola
facendo attenzione che il mio passato
non mi portasse via con sé;
non c’è un futuro nella mia felicità
ma comunque i rimpianti sono davvero pochi
e a volte un poco di tenerezza
era tutto ciò che potevo offrire.
Mi ricordo tutto quanto
cose che non posso dimenticare
piscine colme di farfalle
sfuggite dalla maglia della rete
e ricordo ogni notte
l’oceano blu dei tuoi occhi
Oh mi manchi alle prime luci dell’alba
come a una rosa manca la rugiada.
* traduzione di Luca Mazzocchi
PICTURE SHOW: A TRIBUTE CELEBRATING JOHN PRINE
La canzone inedita di John Prine è stata presentata in anteprima alla fine di una maratona celebrativa di 2 ore prodotta dalla famiglia di Prine e dalla Oh Boy Records.
Il video è prodotto da Joshua Britt e Neilson Hubbard degli Orphan Brigade e sarà visibile solo fino a domani.
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Bob Dylan, rilascia una rara ed esclusiva intervista al New York Times, in cui parla di mortalità, di ispirazione che arriva dal passato e del suo nuovo disco "Rough and Rowdy Ways”, che uscirà tra pochissimi giorni
https://www.nytimes.com/2020/0